Giocare in quattro
Quando si gioca in quattro avere un buon compagno è una delle fortune più gradite che possa capitare. Nella realtà è molto raro e avremo quasi sempre squadre squilibrate. Possiamo avere due combinazioni: squadre con i due giocatori equilibrati nella forza, e squadre con un giocatore più forte di un altro. Nel caso di equilibrio di forze il problema è nella difficoltà di garantire un impegno molto alto, poiché entrambi i giocatori tenderanno a rilassarsi riponendo la propria fiducia nelle forze dell'altro. Tale atteggiamento è molto pericoloso e causa sorprese inaspettate nell'esito delle sfide. Solo se i due giocatori sono dei veri professionisti e sanno che se non giocano al massimo la sconfitta è inevitabile, anche contro giocatori molto più deboli. In questi casi, per dare alla partita il suo normale corso, si può innescare rivalità tra i due giocatori più forti. Questi tenderanno a giocare al meglio delle loro forze per dimostrare a loro stessi e agli altri chi è il più forte. La partita allora diventa un massacro, con un risultato ancora più umiliante di quanto potrebbe essere normalmente. Se ci capita quindi di giocare insieme ad un giocatore che è del nostro stesso livello, anche se è un caro amico, ci dobbiamo presentare come i più forti e trattarlo come se fosse un ragazzino alle prime armi in modo da stimolarlo a fare lo stesso con noi ed a stabilire una volta per tutte chi è veramente il più forte.
Il caso più comune si verifica quando giochiamo con un giocatore di un livello superiore o inferiore al nostro. Se siamo dei portieri e giochiamo con un attaccante più forte si verifica il caso peggiore in assoluto. L'attaccante giocherà per vincere ma noi probabilmente prenderemo gol per lui "stupidi" o addirittura ci faremo degli autogol. Egli si innervosirà, ed insisterà per mettersi lui stesso in porta al nostro posto mandandoci in attacco ma la partita sarà compromessa senza possibilità di recupero. Questa combinazione va evitata a tutti i costi e se proprio capita la cosa migliore è che l'attaccante eviti di dire qualsiasi cosa al portiere senza mai rimproverarlo né lodarlo. Se invece la combinazione è portiere forte con attaccante debole non nascono grossi rischi, l'unica nota degna di rilievo è che il portiere forte può perdere delle partite senza capire bene il perché. Misurare infatti la bravura di un attaccante è molto più difficile che misurare quella di un portiere.
Giocare sempre con lo stesso compagno presenta alcuni evidenti vantaggi: sapere in anticipo come egli reagisce alle situazioni in cui è sotto pressione, conoscere i suoi tiri, evitare i contesti dove non si trova a suo agio. Se la situazione ideale è quella di giocare sempre con lo stesso compagno spesso, per diversi motivi, non sempre è possibile. Per ovviare a ciò nascono dei veri e propri team, quasi sempre nell'ambito della sala da gioco frequentata. Il vantaggio delle squadre è quello di poter scegliere tra una rosa di giocatori, selezionare per il tipo di incontro la combinazione ideale, avere una forza economica maggiore derivante dalla somma delle risorse dei vari componenti e la possibilità di avere durante le partite spettatori che, in caso di gol dubbi, parteggeranno sicuramente a nostro favore.
tratto da http://www.dibernardo.it/biliardino/psico.htm






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