La trattativa della partita
Le fasi che precedono l'inizio della partita vera e propria sono fondamentali, probabilmente essa inizia già da questi momenti. La prima cosa da tenere presente è che il primo che lancia la sfida si accolla un leggero svantaggio diventando quello che in ogni caso ha più da perdere. Oltre a questo egli propone la posta e si mette a rischio di un eventuale rilancio dell'avversario. La definizione della entità delle poste da scommettere e come scommetterle è una fase delicatissima, si può giocare sulla singola partita, su una serie di partite come ad esempio partita rivincita ed eventuale "bella", si può giocare ai tre punti, sempre al meglio delle tre partite, dove la vittoria vale due punti, la sconfitta nessuno, ed il pareggio uno, ovviamente nella "tre punti" non si gioca mai ai vantaggi in quanto la partita può finire pari. Si può dare un limite alla sfida nel numero delle partite o giocare senza limitazioni, in questo caso a poter decidere quando smettere è solo chi sta perdendo. A mio avviso solo le sfide fatte senza limite, quando solo chi perde decide, sono quelle vere, le uniche dalle quali colui che esce vincitore è veramente il più forte. Solo in tali circostanze si vede il vero giocatore. Riguardo l'entità delle poste si può giocare a posta fissa, e se non stabilito precedentemente, non si può cambiare senza un accordo comune. A volte si gioca al raddoppio della posta e in molti casi diventa un gioco pericoloso anche quando la somma iniziale era bassa. Un consiglio accorato è che bisogna sempre giocare contro chi ha da perdere più o meno quello che possiamo permetterci noi. Ragionando per assurdo, anche un giocatore fortissimo, un professionista, potrebbe perdere contro la Regina Madre di Inghilterra se scommettesse contro di lei un miliardo a partita. L'emozione e la paura di perdere sarebbe troppo e finirebbe con il bloccare la mani al giocatore, mentre la Regina se perde o se vince un miliardo resta impassibile. Alcuni giocatori speculano molto su tale punto e riescono ad assicurarsi dei forti vantaggi già nella fase iniziale. Qualcuno può davvero perdere più di altri, altri invece bluffano ma è facile capirlo.
Le regole, che come abbiamo detto, sono alquanto suscettibili di variazioni e vanno quindi definite in anticipo. Giocare con regole dissimili da quelle a cui siamo abituati è molto più difficile, attenzione nel concedere troppo facilmente le proprie regole all'avversario. Andranno anche discussi in anticipo gli eventuali cambi di campo, le rimesse della pallina, i punteggi da seguire, sempre con estrema chiarezza per evitare discussioni durante le partite.
Le discussioni, comunque: a volte si vedranno dei propri gol annullati, altre volte si annulleranno quelli degli avversari, e se si subisce un torto non bisogna rimuginarci troppo. Una grande invenzione, conosciuta solo nei grandi circuiti, è quella del "mezzo gol". Quando qualcuno fa un gol poco chiaro e nascono delle discussioni che rischiano di bloccare la partita, si può decidere di assegnare solo ½ di gol, un gol virtuale appunto. Se il gol successivo viene fatto dalla stessa squadra che ha realizzato il mezzo gol, il mezzo gol verrà annullato per non danneggiare oltre misura la squadra avversaria. Se invece sarà questa a realizzare il gol successivo, il mezzo gol verrà convalidato. Ad esempio se siamo 3-3 e si assegna alla squadra A un mezzo gol si va a 3½-3, se il gol successivo lo realizza sempre la squadra A si andrà a 4-3, se lo farà la squadra B si andrà 4-4. Lo spirito di base del mezzo gol è quello del minimo danno per entrambe le squadre nei casi dubbi, obiettivo che si raggiunge solo in tale maniera.
Prendersi e dare vantaggi in tale fase è comunque un'arte difficile da esprimere ma che spesso assicura un vantaggio notevole per tutta la durata della sfida. Un atteggiamento mentale errato, tipico di alcune persone, è quello che le porta a prendersi tutti gli svantaggi possibili. Accettano le regole dell'avversario, le sue scommesse, gli riconoscono tutti i gol e non contestano quando gli vengono annullati i propri, di solito queste persone sono così piene di sé da pensare di essere imbattibili e si cautelano da un'eventuale sconfitta, che gli brucerebbe troppo, con questa meravigliosa scusa: "Ho concesso tutto, ero troppo svantaggiato, ovviamente se non concedevo questi vantaggi vincevo sicuramente!" A costoro consiglio di trovarsi un'altra scusa, dare meno vantaggi all'avversario e di pensare solo a vincere e non all'ipotesi di perdere in anticipo.
tratto da http://www.dibernardo.it/biliardino/psico.htm






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