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Il calcio balilla in rotta verso Pechino
di danielino (10/08/2007 - 09:08)
"Siamo uno sport: lo mostreremo al mondo"
ROMA - Il tavolo dei sogni vola a Pechino. Quel rettangolo verde con le stecche e gli ometti che ha permesso a tutti, in spiaggia, al bar o in oratorio, di dar vita ad accese ed immaginarie sfide tra i grandi club della serie A, nel 2008 sarà alle Olimpiadi. Il calcio balilla, o table soccer per dirla all'inglese, sarà uno degli sport dimostrativi ammessi alla prossima edizione dei Giochi. Con l'obiettivo di essere incluso nel giro di pochi anni tra le discipline olimpiche. Tra i principali protagonisti ci sarà anche l'Italia, che vanta una buona tradizione e un movimento in crescita esponenziale. Il viaggio degli Azzurri partirà da Feletto, un paesino della provincia di Torino. Lì, il 28 giugno scorso, è stato inaugurato il nuovissimo centro federale della Ficb, la Federazione italiana calcio balilla. Una struttura all'avanguardia, che su una superficie di 800 metri quadrati ospita un dormitorio, una piscina (rigorosamente a forma di omino del calcio balilla) e una palestra per gli allenamenti della Nazionale.
Sì, perché stiamo parlando di uno sport vero, dove per eccellere servono applicazione e impegno. La vittoria è il frutto di un lavoro duro: ci vogliono rapidità, potenza, riflessi pronti e concentrazione. "Gli esercizi fisici riguardano soprattutto polsi e spalle", spiega il presidente della Ficb Massimo Ragona. "Per migliorare si analizzano anche i filmati delle partite dei campioni per scoprirne le tattiche e i segreti".
Gli Azzurri sono tra le prime cinque squadre al mondo e ad eccellere sono soprattutto le donne. "Samantha Di Paolo due anni fa ha vinto i campionati del mondo", dice Ragona. "Tra gli uomini puntiamo su Arturo Carletta, che vive in Belgio. Anche il varesino Francesco Bonanno, che gareggia con i diversamente abili, è molto bravo".
A Pechino gli italiani potrebbero quasi giocare in casa. "Ci stiamo impegnando per organizzare i tornei dimostrativi a Casa Italia", continua Ragona, che è anche vicepresidente della Federazione internazionale. "Ci sarà una competizione in singolare, maschile e femminile, per normodotati e una a coppie per diversamente abili. In ogni categoria parteciperanno i migliori 16 classificati ai Mondiali che si terranno a Saint-Vincent ad ottobre".
La vetrina delle Olimpiadi sarà soprattutto una straordinaria occasione per promuovere il calcio balilla e per mostrare agli scettici che si tratta di una vera e propria disciplina sportiva. "Da dodici anni lavoriamo per essere riconosciuti", continua il presidente della Ficb. "A Pechino faremo vedere che il gioco è sportivo, divertente e televisivo".
L'obiettivo successivo è diventare una disciplina olimpica a tutti gli effetti. "Sarebbe fantastico - prosegue Ragona - Del resto ai Giochi ci sono sport molto meno diffusi, come ad esempio il tiro al piattello. Il calcio balilla si trova ovunque e i praticanti sono sempre di più: nel 1996 in Italia c'erano 240 tesserati, oggi sono diventati 18mila".
A livello globale, invece, si gioca in almeno una quarantina di paesi. Con alcune piccole varianti: in Italia, ad esempio, il "gancio" (il passaggio della pallina tra due omini sulla stessa linea) è generalmente vietato, mentre nei tornei internazionali è consentito. Nessuna speranza invece per quei giocatori da spiaggia che si divertono a "rullare". "Quello - sentenzia il presidente della Federazione - è vietatissimo ovunque".
di ANDREA BETTINI (tratto da www.repubblica.it)
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